Da Valentina – Febbraio 2019

Ciao, sono Valentina, l’ultima volta che ho scritto a questo forum ero disperata, in preda al panico, perché mi trovavo davanti a qualcosa di sconosciuto e spaventoso, e ho trovato persone che mi hanno scritto, che hanno cercato di darmi la forza per affrontare la situazione, raccontandomi la loro esperienza. Quello di cui più avevo bisogno allora, erano storie a lieto fine, volevo leggere racconti di chi ce l’aveva fatta, per avere una speranza, per poter andare avanti con fiducia, ed è per questo che torno a scrivere qui: per dare questa forza a qualcun altro che dovesse averne bisogno ora. In breve la mia storia (che si può leggere nel forum) ha inizio con la più tragica delle esperienze: nel marzo 2018 il mio compagno ha avuto un’emorragia cerebrale, è entrato in coma e arrivati all’ospedale scopriamo che aveva una MAV (nome allora per me sconosciuto) frontale che occupava gran parte dell’emisfero destro. In quel momento mi è crollato il mondo addosso, ho pensato che se anche fosse sopravvissuto avrebbe potuto succedergli di nuovo una cosa del genere da un momento all’altro, ero davvero a pezzi. Poi la routine ospedaliera, e il lungo tempo di ripresa, hanno fatto scemare piano piano queste paure, che rimanevano sotterranee ma sopite, sopraffatte dalle urgenze del quotidiano. Il suo caso era complesso, MAV di grosse dimensioni, profonda e ad alto flusso, pertanto inizialmente inoperabile. Grazie al lavoro sinergico della neurochirurgia e della chirurgia vascolare, i medici sono riusciti, attraverso due embolizzazioni, una a distanza di qualche mese dall’altra, a ridurre considerevolmente il flusso della MAV, rendendola più trattabile a livello chirurgico. A ottobre 2018 c’è stato l’intervento, molto invasivo e pesante, ma per fortuna è andato bene, la rimozione totale del nidus è riuscita e non ha provocato danni neurologici importanti. Ora il mio compagno Roberto sta finendo un ciclo di riabilitazione logopedica e sta bene. So che nel variegato mondo delle malformazioni, ogni caso è unico, ed è quindi difficile se non impossibile che la soluzione che è andata bene per qualcuno possa andare bene anche per qualcun altro, ma per fortuna ci sono centri di eccellenza, uno dei quali Niguarda a Milano, che hanno l’esperienza per poter trattare questi mostri. In bocca al lupo a tutti, e grazie a chi mi ha scritto e a chi ha commentato il mio post. Se volete scrivermi il mio indirizzo è: e.qui chiocciola libero.it

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