Da Massimo – Marzo 2012

agosto 2004, gita in bicicletta cui avevo agganciato quella più piccola di mio nipote. Dopo una ripida salita, percepisco un fastidioso torcicollo e delle strane pulsazioni all’occhio sinistro. Mi fermo un attimo per bere un succo e immediatamnte vomito.
Ero in compagnia con mia moglir ornella che allarmata chiama il 118. Dopo non molto arriva l’ambulanza di San Candido che fa intervenire l’elisoccorso. Vengo sedato e trasportato in elicottero nell’ospedale di Bressanone dove eseguono una TAC che evidenzia una estesa emorragia cerebrale. Vengo quindi trasferito, sempre in elicottero alla neurochirurgia dell’ Ospedale di Bolzano doove sono già pronti ad intervenire , sicche alle ore 14 del 12 agosto 2004 mediante craniotomia evacquano l’esteso edema formatosi nel lobo temporo parietale sinistro. vengo quindi trasferito all’ospedale del mio paese , Cittadella, in provincia di Padova, done rimango degente sino al 18 agosto . Dopo di chè eseguo alla neurochirurgia di Padova ulteriori esami di controllo. L’angiografia attesta la presenza di un residuo dell’angioma che aveva provocato l’emorragia . Sicchè dopo varie visite neurochirurgiche decido di operarmi nuovamente nel giugno del 2005 vengo operato nella clinica neurochirurgica di Padova dove viene asportata una piccola mav temporale destra cortico-sottocorticale alimentata da rami a pettine di due arterie corticali di derivazione della arteria cerebrale media, con scarico venoso superficiale. Dopo alcuni mesi ebbi la prima crisi epilettica cui ne seguirono altre nonostate l’asunzione di farmaci.
Dopo vari tentativi, finalmente oggi la terapia regge e da più di due anni non ho crisi epilettiche anche se permane emianopsia omonima sx .
subito dopo il secondo intervento neurochirurgico per circa due anni mi sottoposi a terapia neuropsicologica e ho seguito un trattamento riabilitativo presso l’ambulatorio della facolta di neuropsicologia di Cesena. Da allora ho ripreso l’ attività professionale di avvocato. Non posso più guidare l’auto . Anche per me la vita non è insopportabile ma “solo” diversa.
Massimo Pieressa

mapo@trive.net

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