Da Giusy Gennaio 2009

BERGAMO 24 GENNAIO 2009
Mi chiamo Giusy e ho 34 anni e anch’io ho.. anzi avevo una malformazione arteriovenosa all’encefalo parietale sinistra.
Questa è la mia storia che spero possa essere d’aiuto come quella di marco lo è stata per me.
In Ottobre 2007 a causa di strani tremolii sul lato sinistro del corpo ho eseguito una risonanza magnetica all’encefalo il cui risultato ha evidenziato una malformazione parietale sinistra anteriore che non era la causa dei miei tremori.(di cui tutt’oggi non ho scoperto la provenienza, e che con un pò di sana ginnastica se ne sono quasi andati)
In quel momento mi è crollato il mondo in testa e da qui è cominciato il mio piccolo calvario.
La malformazione non mi aveva causato nessun tipo di preblema, niente mal di testa, niente di niente, diciamo che era stata scoperta FORTUNATAMENTE per caso.
Il mese successivo feci un’angiografia, una risonanza magnetica funzionale (serve per capire su quale area del cervello posa la malformazione, nel mio caso era il movimento della mano, del piede e della produzione di parole…… insomma zone nobili) e una visita neurochirugica all’ospedale di bergamo dal Dott. Degonda che mi disse che tenerla era rischioso vista l’età e relativa prospettiva di vita!
Lasciai passare circa 4 mesi, avevo molta paura e schivavo ogni discorso, cercavo di non pensarci.
Il 18 maggio feci un’altra visita neurochirurgica, questa volta al Besta di Milano dal Professor Giombini primario di neurochirurgia del Besta (persona molto squisita) che, dopo aver valutato tutta la documentazione mi disse che l’unica soluzione era l’asportazione chirurgica visto che l’embolizzazione era rischiosa vista la tortuosità della Mav e che per la radioterapia ero (SONO) troppo giovane!
Praticamente mi stava dicendo che mi dovevano aprire la testa!!!
Nel giro di due settimane presi la mia decisione, fissai l’intervento all’ospedale di Bg dal Prof. Biroli (primario di neurochirurgia) e dal Dott. Degonda il 4 di luglio.
I rischi dell’intervento erano alti vista la zona nobile, ma tenerla e conviverci sarebbe stato ancora più difficile e rischioso!
Il 4 di luglio entrai in sala operatoria alle 08.00 e uscii alle 18.30, mi svegliarono in giorno dopo.
I Dottori dissero a mia madre che l’intervento era andato bene e che molto probabilmente al mio risveglio non l’avrei riconosciuta.
Questo non accadde perchè la riconobbi subito, anzi alzai il braccio destro per farle vedere che lo muovevo, però non muovevo la mano e non parlavo.
Ti rendi conto dell’importanza delle cose che dai per scontato quando non le hai più!
Premetto che ho un negozio di ottica e quindi la parola è essenziale!
Rimasi tre giorni in terapia intensiva, quattro in ospedale (avevo un cerotto enorme che mi copriva mezza testa)e 23 in riabilitazione.
Ripresi a parlare dopo circa 2 settimane ( il tutto senza logopedista ma semplicemente leggendo ad alta voce e lentamente dei libri) per quanto riguarda la mano ripresi a scrivere decentemente dopo circa 20 giorni.
Quando mi tolsero il cerotto dopo dieci giorni rimasi allibita, mi avevano aperto un bel pò, avevo una cicatrice a forma di ferro di cavallo e grande come il ferro di cavallo di Varenn!
Sono ritornata al lavoro il 2 agosto e piano piano ho ripreso a parlare come prima ( adesso che ne conosco il valore … molto di più) la mia mano funziona abbastanza bene.( Devo di dire che la mia memoria è diventata un pò scarsa… ma forse lo era anche prima)
Il 13 gennaio ho fatto l’angiografia che ha confermato la totale esclusione della Mav.
Premetto che l’8 di dicembre ero già sulle piste da sci (con caschetto obbligatorio).
Ringrazio di cuore il Dott.Biroli e il Dott. Degonda …. tutto il reparto di neurochirurgia di bergamo… infermieri fantastici!! La mia amica anestesista Barbara che mi ha tenuto la mano prima che l’anestesia facesse effetto!!
otticagiusy@virgilio.it

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *